La storia di Falerna, video, libri (GRATIS)

La storia di Falerna inizia nei primi anni del 1600 e può essere riassunta come un cerchio che si chiude: “dal mare alla collina, fino alla montagna, per tornare nuovamente alla costa”, come spiega lo studioso Armido Cario in un servizio andato in onda su Sky (Marcopolo Tv) nel documentario “Borghi Marini”.

A seguire, riportiamo integralmente il testo elaborato da Armando Orlando e Armido Cario sulla storia di Falerna, gentilmente concesso a Falerna.biz dai due studiosi.

Cenni storici su Falerna

di Armando Orlando e Armido Cario

La storia di Falerna è paragonabile ad un immaginario cerchio, che origina dal mare e, lungo l’asse millenario del tempo, risale e si arrocca sulla collina, approdando sulle protettive pendici del monte, per poi atterrare sulle rive natie del Tirreno. È noto, infatti, come le prime civiltà, i primitivi insediamenti umani, siano sorti in prossimità dei corsi d’acqua, per ragioni di comunicazione, oltre che economiche e di approvvigionamento. Infatti, le località di Torre Lupo, di Schipani, di Pian delle Vigne, di Timpa delle Vigne, di Palazzolo e di Posto del Bosco, fra le più rilevanti aree archeologiche di Falerna, sono collocate a ridosso della costa o sul versante litoraneo della collina. Qui sono stati reperiti numerosi chopper, l’utensile più antico dell’umanità, ottenuto da pietre scheggiate e taglienti, per essere usato dai cacciatori paleolitici come ascia a mano e dalle donne come arnese di lavoro.

Le terre di Falerna, infatti, risultano abitate dagli uomini preistorici che hanno lasciato testimonianza di industrie litiche, e quando i Greci colonizzano la Calabria, nelle vicinanze sorgono Temesa e Terina, che con i loro porti determinano lo sviluppo agricolo dell’intera zona. Attraversata dalla strada consolare romana denominata Via Popilia, Falerna è scelta per l’insediamento di un complesso rustico ubicato a mezza costa sul pianoro di Pian delle Vigne, ed i resti della villa romana sono oggi affiorati e recintati. Punto di incontro di rotte marittime e di strade terrestri, il territorio è attraversato nei secoli da eserciti di soldati, da mercanti e da viaggiatori. La zona era interessata da una vivace attività agricola, come testimoniano, fra l’altro, gli avanzi di una villa romana.

Intorno all’anno Mille, la decadenza delle città costiere che orbitavano attorno al territorio era generale: ne erano testimonianza i destini di Terina e Temesa, con centri urbani desolati o distrutti, vie abbandonate e porti in disuso. A causa delle incursioni saracene, la popolazione era fuggita sui monti e nelle alture, andando a vivere nelle zone interne, in luoghi protetti da barriere naturali come strapiombi, corsi d’acqua e fossati, sfruttando la morfologia del terreno per resistere agli attacchi esterni

Perciò, quando cessa il dominio bizantino della Calabria, i Normanni costruiscono a Castiglione un poderoso castello ed intorno alla fortezza nasce il primo importante nucleo urbano del comune. La comunità e la storia vivente di Falerna si sposta, dunque, dal mare alla collina, per ragioni pratiche di dominio e difesa della costa.

 La fortezza di Castel Leone, eretta nel 1062, è stata per importanza la principale opera del circondario: quando gli Angioini conquistano il regno di Napoli, ponendo fine alla dominazione sveva, la famiglia d’Aquino entra in possesso del territorio, infeudato nel 1303. Il territorio diviene dapprima baronia, per poi essere elevato principato. Così, il dominio dei principi di Castiglione si consolida e dura ininterrottamente fino a tutto il Settecento, quando muore l’ultima discendente dei D’Aquino (1799) ed i Francesi aboliscono la feudalità (1806).

Sotto gli Spagnoli, la Calabria è circondata da torri di guardia poste sulla costa contro le incursioni di Turchi, Arabi e Barbareschi, e sul territorio di Falerna sorge Torre di Rupe (detta oggi Torre Lupo), che si collega verso sud con la Torre dei Cavalieri di Gizzeria e verso nord con la Torre del Piano di Terina a Nocera.

Nella prima metà del Seicento i d’Aquino, per arrestare l’esodo della popolazione da un territorio colpito da terremoti, pestilenze e miseria economica, edificano alle falde del monte Mancuso un nuovo villaggio, e così sorge Falerna, in posizione più elevata rispetto a Castiglione, che col tempo perde la sua autonomia. Quando i Borboni ritornano a Napoli dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, a Falerna viene riconosciuto il ruolo di Comune e Castiglione decade al rango di frazione (1816).

Con l’Unità d’Italia, Falerna è collegata con i comuni limitrofi di Gizzeria da un lato e di Nocera Terinese e San Mango dall’altro: viene costruita una strada nel 1876, mentre una carrozzabile unisce, qualche anno dopo, il decaduto borgo di Castiglione al capoluogo. Con l’istituzione di un ufficio telegrafico e col passaggio della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio è completato il sistema delle comunicazioni: siamo sul finire dell’Ottocento ed il territorio comincia ad aprirsi ai centri circostanti. Di particolare rilevanza sociale, in quel periodo, l’opera svolta dalla Chiesa Evangelica Valdese, che a Falerna conta una presenza storica.

Nel Novecento, l’emigrazione comincia a colpire sia Falerna che Castiglione. Nella seconda metà del secolo inizia a svilupparsi Falerna Scalo. Il doppio binario della ferrovia, la strada Tirrena inferiore (meglio nota come SS18) e l’autostrada ne favoriscono la nascita, dapprima residenziale poi turistico.

L’insediamento marino, sorto a Falerna Scalo, è oggi il più dinamico da un punto di vista economico e commerciale; dopo i centri storici di Castiglione e di Falerna capoluogo, rappresenta il terzo nucleo abitato del Comune per nascita, ma è il primo per popolazione residente (oltre 2.000 abitanti).

 

 Ebook gratis su Falerna

Di seguito è possibile scaricare gratuitamente alcuni libri sulla storia di Falerna che l’autore Mario Folino Gallo ci ha gentilmente messo a disposizione. I libri sono in formato PDF.

Mario Folino Gallo

Monografia_di_Falerna_e_Castiglione_Marittimo---di_Mario_Folino_Gallo-1scarica-gratis
Monografia di Falerna e Castiglione Marittimo. (pagine 250)
A cura di Mario Folino Gallo

Falerna_e_Castiglione_Marittimo_a_metà_1700---di_Mario_Folino_Gallo-1
scarica-gratis
Falerna e Castiglione Marittimo a metà 1700. I catasti Onciari. (pagine 202)
A cura di Mario Folino Gallo

Falerna_e_la_comunità_dei_valdesi---di_Mario_Folino_Gallo_e_Vittoria_Butera-1scarica-gratisFalerna e la comunità evangelica. (pagine 103)
A cura di Mario Folino Gallo