Lettera aperta ai consiglieri comunali di Falerna E-mail
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del consigliere comunale Tommaso Rotella.

"Colleghi,

come certamente saprete il Tribunale Amministrativo della Calabria, con sentenza del 14 dicembre 2007, ha RESPINTO il ricorso del Comune di Falerna contro il Prefetto di Catanzaro, difeso dall’avvocatura distrettuale dello Stato, affermando, con decisione di cui ne ordina l’immediata esecuzione, che per l’utilizzo dell’autovelox senza la contestazione immediata dell’infrazione su tutto il territorio del Comune di Falerna, OCCORRE il prescritto Decreto Prefettizio.

Finalmente anche la massima autoritĂ  giudiziaria amministrativa regionale, conformemente a quanto avevano giĂ  stabilito S.E. il Prefetto di Catanzaro prima, ed il Giudice di Pace poi, ha affermato con chiarezza che per poter omettere la contestazione immediata delle infrazioni rilevate con apparecchiatura autovelox, occorre la preventiva autorizzazione del Prefetto.
Ma, implicitamente, lo stesso Comune di Falerna, nel momento in cui ha promosso il giudizio contro il Prefetto di Catanzaro, che aveva negato l’autorizzazione, ammetteva la necessità dell’autorizzazione preventiva prefettizia. Infatti il ricorso del Comune contro il Prefetto veniva fondato sul presupposto che il Prefetto di Catanzaro avesse illegittimamente violato e/o errato nell’ applicazione dell’art. 4 della legge 1° agosto 2002, n. 168”, .

E’ evidente, a questo punto, ma lo era anche prima, che chi ha assunto la decisione di utilizzare l’autovelox senza la prescritta autorizzazione prefettizia, ha agito contro legge, in maniera imprudente, superficiale ed irresponsabile. Anche perché, comunque, esisteva un sopralluogo effettuato dal Comando della Polstrada di Catanzaro dal quale emergeva che “la strada provinciale interessata è dotata di banchine e ampi spazi laterali su ambo i sensi di marcia dove è possibile effettuare il fermo dei veicoli con assoluta sicurezza e che pertanto “non sussistono i requisiti di cui all’art. 4 legge 1° agosto 2002 n. 168, tenuto conto che la predetta verifica è stata realizzata anche in ossequio della circolare del Ministero dell’Interno n. 300/A1/54584/101/0/3/0”.

Colleghi, scrivo questa lettera a tutti Voi consiglieri di maggioranza ortodossa, non ortodossa e di minoranza, affinché possiate riflettere e, se possibile, porre rimedio ad una situazione che ogni giorno che passa diventa sempre più intricata. Gli appelli alle sentenze del Giudice di Pace (non ai decreti prefettizi che non sono opponibili), rischiano di provocare, se rigettati con condanna alle spese, un dissesto economico del Comune di Falerna di proporzioni gigantesche, forse anche superiori a quelle che ha colpito il nostro Comune negli anni 90. Rischieremmo di bloccare l’economia del Paese almeno per i prossimi 10 anni. Il blocco delle assunzioni, Il fermo sine die dei cantieri e delle opere pubbliche. Di dover riportare, ancora una volta, tute le tasse ed i tributi comunali al massimo previsto dalle legge.

E’ appena il caso di ricordarvi che questa amministrazione è sostenuta solo dalla metà dei consiglieri in carica (8 su 16) e che le responsabilità politico-amministrative sono individuali. La cittadinanza è a conoscenza che vi sono consiglieri, componenti di giunta, che sulla gestione siffatta dell’autovelox hanno da tempo preso le distanze. E’ il momento di essere concreti. Occorre un’autorevole intervento della maggioranza dei consiglieri comunali affinché venga abbandonato al più presto il contenzioso giudiziario ricercando strade transattive con le parti in causa. Esiste un Comune, che accortosi di un errore commesso in fase di rilevazione delle velocità, ha revocato, in autotutela, le contravvenzioni elevate e chiesto la cancellazione delle cause pendenti.
La cittadinanza è a conoscenza che alla deliberazione di giunta che ha deciso l’appello avverso TUTTE le sentenze del giudice di pace, alcuni componenti non vi hanno partecipato perché non condividevano tale scelta. Bisogna passare dalle parole di piazza ai fatti. Altrimenti significa mistificare la posizione politica al fine di trovare tutela personale per non assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. In sintesi per continuare a poter dire “io non c’ero, io non so niente”. Adesso Sapete.

Molti nostri cittadini sono caduti nella trappola dell’autovelox. Cittadini anche con disagi economici. Cittadini che andavano aiutati, non perseguiti attraverso l’utilizzo illegittimo di apparecchiature mangiasoldi. Cittadini provenienti da tutta Italia che probabilmente avevano risparmiato il possibile per una breve vacanza con i propri familiari e che, invece, sono caduti vittime delle trappole installate da Comuni che vogliono far cassa e non tutelare l’incolumità degli stessi attraverso la prevenzione stradale. Ne sono dimostrazione i più volte documentati occultamenti delle macchinette dietro muri e cespugli. Mentre la legge dice che devono essere ben visibili per funzionare da deterrente contro l’alta velocità e non sanzionatorio finalizzato all’impinguamento delle casse comunali e dei gestori delle ditte appaltatrici. E’ anche per questo motivo che deve essere il Prefetto ad autorizzarne, con proprio decreto, l’uso. Quando la legge dice: ponderata valutazione del Prefetto” significa: relazione favorevole della polstrada, come avanti precisato, tasso d’incidentalità, condizioni strutturali, plano altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo, etc. Non dimenticando che la regola, nell’ordinamento vigente, è rappresentata dalla immediata contestazione dell’infrazione stradale sancita dall’art. 200 del Codice della strada (Cfr. Corte Cost. n. 307/2006 e v. anche Tar Umbria 242/2007), mentre solo il suo differimento, che avverrebbe in virtù della possibilità di collocare dispositivi per la rilevazione automatica dell’infrazione, richiede una particolare e complessa istruttoria alla quale partecipino gli enti proprietari delle strada, anche per gli oneri relativi alla installazione delle necessaria segnaletica che consegue a tale inserimento nel decreto prefettizio (cfr. Cass . Civ. Sez. II 292/2007).

In ultimo.

Forse nella proposizione dell’appello, più che la convinzione di avere ragione, vi è la speranza che molti cittadini desistano dalla costituzione in giudizio. O, forse, solo per prendere tempo. Se ciò è vero si tratta di una scelta comunque vessatoria che non si concilia con la buona amministrazione. Io sono certo che i cittadini sapranno difendersi in ogni grado di giudizio.

Aspettando la normativa sulla class action che entrerà in vigore il 1° luglio 2008, Vi saluto.

Falerna, li 27/02/2008

IN FEDE
(Tommaso Rotella)
Consigliere Comunale di Falerna
di maggioranza"