I giovani UDC di Falerna intervengono su ambiente e beni archeologici E-mail
Il circolo dei Giovani UDC di Falerna interviene nel dibattito sulla questione ambientale, e sprona una piĂą attenta gestione dei beni archeologici del territorio.

Di seguito riportiamo il documento stilato dai Giovani UDC, inviatoci dal segretario cittadino Rosario Cardamone.

La cecità dell’uomo, non intesa come patologia medica, ma bensì come patologia intellettiva, è causa di molte sviste. Quando la stessa colpisce il soggetto amministratore pubblico, come ben si comprende, non è solo causa di sviste, ma di danni per tutti.
In questo periodo storico in cui si parla di antipolitica e di sfiducia nelle istituzioni, la lungimiranza potrebbe esserne la cura.
Non dalle nostre parti, e men che mai per quanto attiene alle bellezze paesaggistiche, archeologiche e naturali.
Viviamo in un territorio baciato da Dio per quanto concerne l’ambiente e le ricchezze archeologiche e paesaggistiche, ma la cecità amministrativa che fa? Non solo non le valorizza, ma nemmeno le preserva. Figuriamoci poi la valorizzazione!
La nostra analisi vuol partire dal mare. Non è pensabile, a meno che non ci si voglia prendere in giro, parlare del nostro mare solo in estate.
La condizione in cui versa è sotto gli occhi di tutti. Una vera e propria fogna a cielo aperto. E le istituzioni che fanno? Sperano nella fine della stagione turistica affinché il problema non sia sotto gli occhi di tutti. La stagione invernale rappresenta per noi il tappeto che serve a coprire la macchia sul pavimento. Quando questo viene levato, la macchia e sempre li sotto. Come dire passa l’inverno, toglie il suo tappeto, e nella bella stagione i nostri solerti amministratori scoprono che il mare è quello che è. La storia continua da anni e non se ne vede una soluzione. Possibile che da Curinga a Nocera Terinese, oltre che allo scaricabarile, non si possano prendere decisioni concrete? Solo fiumi di parole, convegni e spreco di denaro.

La decisione di sequestrare alcune pompe di sollevamento nel Comune di Falerna, potrebbe essere la strada giusta, e su questo siamo solidali con il Sindaco, quantomeno perché ha avuto il coraggio di un’azione concreta. Ma la sua azione, almeno da quanto sembra dalla lettura della stampa, non ha creato una discussione, ne tantomeno quell’effetto domino di provvedimenti concreti risolutivi della faccenda che si sarebbe auspicato. Non vogliamo dire che tutti i sindaci debbano mettersi a sequestrare qualcosa, ne tantomeno che la colpa sia dell’ATO, ma pensiamo che una gestione comunale, magari assistita dagli enti sub comunali(ad esempio la creazione di un fondo per le emergenze), sia una strada percorribile. Non si può continuare ad assistere ai comunicati stampa fotocopia dei comuni e dell’ATO. Lo abbiamo capito che alcuni comuni non pagano e che l’ATO non può assolvere ai propri impegni senza copertura finanziaria. Ma questo sono anni che lo si ripete. Troviamo una soluzione?

Che dire poi dello scandaloso stato in cui si trovano i Laghi La Vota (Maricello)!!! Pochi giorni fa, l’ordinanza comunale di divieto di caccia e pesca, è l’epilogo di una gestione scandalosa del territorio. Sito di interesse comunitario. Luogo di una bellezza unica. Potenzialità di sfruttamento turistico senza eguali, e senza essere esagerati, unico nel meridione. Peccato che anche lo stesso sia imbarazzantemente lasciato morire. Dove sono le associazioni ambientaliste? Dov’è il Ministro? Dov’è la Regione? Dov’è la Provincia? Dov’è il Comune?
Ecco la cecitĂ  amministrativa di cui sopra.

Altra pagina oscura del comprensorio è rappresentata dai beni archeologici. Tutta la Calabria è stata baciata dalla fortuna di essere una terra antichissima e con insediamenti umani che si perdono nella notte dei tempi. Il turismo archeologico, sempre per metterla in soldoni, attrae gente da tutte le parti del mondo ed in tutte le parti del mondo. Non dalle nostre parti. Esempio lampante gli scavi archeologici di Pian delle Vigne a Falerna. Provateli a visitare. Scoprirete lo stato scandaloso di quello che ne è rimasto. E si è avuta pure la velleità di segnalarli con diversi cartelli per Falerna. Sarebbe il caso di rimuoverli immediatamente, quantomeno si sarebbe onesti intellettualmente di fronte ad un fallimento. Era meglio non riportarli alla luce se poi li si doveva lasciare distruggere dal tempo e dall’uomo.
Unica nota difforme, quanto meno a nostra conoscenza, è rappresentata dall’amministrazione comunale di Nocera Terinese che sta per intraprendere una nuova campagna di scavi archeologici nel suo territorio. Un plauso ad una compagine amministrativa per lo più giovane che mostra interesse per la cultura e per la res publica.

Questo lo stato dei fatti per quanto attiene a questi due argomenti.
Speriamo di essere presto contraddetti con fatti concreti. L’antipolitica e la sfiducia nelle istituzioni si combatte con fatti concreti.

Giovani UDC - Falerna